Nel secolo scorso gli Stati Uniti hanno conosciuto due regimi di politica economica, uno a bassa e uno ad alta regolazione pubblica. E due svolte di regime: da bassa ad alta, dopo il trauma della grande depressione, negli anni 30; e da alta a bassa, negli anni 80, dopo le turbolenze inflazionistiche del decennio precedente.
I presidenti che hanno accompagnato queste svolte sono stati Roosevelt, per la prima, e Reagan, per la seconda. Domanda. Sarà Obama un presidente di svolta o un presidente di continuità? Per restare in campo democratico, sarà più simile a Roosevelt, o più simile a Clinton? Prima di tentare una risposta, due precisazioni. Per «regime» non intendo soltanto obiettivi e strumenti di politica economica, nonché le teorie che collegano gli uni agli altri: obiettivi di stabilità dei prezzi, strumenti soprattutto monetari e di supply side nei regimi a bassa regolazione; obiettivi di alta occupazione e di controllo del ciclo, strumenti monetari e fiscali di sostegno della domanda, nei regimi ad alta regolazione. Intendo anche l'atmosfera culturale, le visioni della società, i sistemi di valori che circondano il nucleo di politica economica: Free to choose, il pamphlet ideologico di Rose e Milton Friedman, è stato altrettanto importante dei lavori teorici del secondo.
E' per questo che metto insieme gli anni 20 con quelli che abbiamo appena trascorso: sono due periodi molto diversi, ma molto simile è la grande disuguaglianza nella distribuzione del reddito e proprio la stessa è l'atmosfera di enrichissez vous: solo che il grande Madoff di oggi, a differenza del grande Gatsby di allora, non ha ancora trovato il suo cantore, il suo Fitzgerald. La seconda precisazione riguarda il ruolo della politica, e in particolare delle personalità dei presidenti, nella svolta da un regime all'altro. Reagan vince dopo un quindicennio di lavoro preparatorio, diciamo così, di economisti e ideologi neoliberali, e dopo che le turbolenze degli anni 70 avevano intaccato la credibilità delle risposte «keynesiane»: il programma era già scritto.
mercoledì 21 gennaio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento